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Monumenti archeologici in Sardegna


Betili e Menhir
Sardegna Vacanze menhir Bari SardoSpesso presso le tombe dei giganti si trovano delle singolari pietre accuratamente lavorate di forma ogivale chiamate Betili. Avevano destinazione sacra di rappresentazione simbolica della divinità ed esprimono i principi essenziali maschile e femminile che sono all'origine della vita. Anche i menhir, conosciuti in sardo con il nome di Pedras Fittas, sono delle grandi pietre infisse nel terreno, talvolta naturali o lavorate. Anche queste sono associate a monumenti di culto quali domus de janas e hanno significato religioso. Se ne trovano un po' dovunque in tutta la Sardegna.

Domus De Janas
Le domus de janas erano delle tombe scavate nella roccia dall'uomo dell'età del rame (periodo pre-nuragico) 2700- 1800 a.C. Esse erano costituite da un numero vario di celle semicircolari, comunicanti per mezzo di sportelli quadrangolari, che venivano chiusi ermeticamente da lastre, che riproducevano il muro delle abitazioni del periodo. La trascrizione sarda narra che le Domus de Janas erano dimore di fate benigne o anche maligne, in sardo chiamate Janas (termine che probabilmente deriverebbe dal latino Diana).

Tombe dei giganti
Si tratta di tombe per le sepolture collettive costruite in muratura e costituite da un lungo corridoio coperto da lastre. La tomba di fronte è segnata da una lastra, detta esedra per la sua forma a semicerchio, alta anche tre metri

 

Bronzetti
Nell'ambito del culto praticato nei santuari nuragici, svolgevano una funzione importante i bronzetti, alti 10-15 cm., ma qualche volta possono raggiungere o superare di poco i 40 cm. Lo studio dei bronzetti è molto importante perché ci permette di conoscere aspetti della vita nuragica: dalla mamma che piange il figlio morto, all' arca o al capotribù. I bronzetti venivano donati ai templi come offerte rituali.

Pozzi sacri
Gli edifici di culto sono prevalentemente e come potrebbe essere diversamente in Sardegna, con la sua cronica povertà di acqua, templi a pozzo o templi delle sorgenti, che venivano costruiti in prossimità di sorgenti sotterranee. La costruzione dei templi a pozzo segue uno schema di base uniforme: da un cortile antistante, spesso fornito di piccoli banchi di pietra per deporre doni votivi e vasi rituali, si scende per alcuni gradini nel locale sotterraneo che contiene la sorgente. Fra i pozzi sacri, quello più conosciuto è quello di S. Cristina di Paulilatino e Su Tempiesu (Orune) Nu. 

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