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Sa musca macedda


La storia della mosca macedda ha interessato ed incuriosito molti scrittori, che ne hanno definito le linee e le sfumature.Presso Lotzorai, in Ogliastra, ci sono ancora oggi i ruderi di un vecchio castello, costruito si dice, per dare protezione ad una principessa chiamata "Locana". Questo castello, conosciuto oggi meglio come Il castello di Medusa, fu lo scenario della mitica leggenda "Musca Macedda". IL marito di Locana chiamato alla guerra costruì il castello per dare protezione in caso d'eventuali attacchi nemici, per lo più provenienti dal mare, alla moglie ed ai suoi servitori.

Una volta finita la guerra, Locana seguì il marito lasciando nel castello i suoi servi e le ricchezze. La principessa, per timore che in sua assenza,la servitù s'impradonisse del tesoro escogitò un piano: fece portare due casse in una vi mise tutte le sue ricchezze e nell'altra invece vi mise il micidiale insetto. Dopo un po' di tempo dalla partenza di Locana la servitù, pensando che la storia era stata loro raccontata per mettere paura,decise di aprire i bauli.

Aprendo il primo dei due bauli scoprirono che non era una bugia, ma all'interno della cassa effettivamente c'era la temutissima mosca. Da qui nacque la leggenda della "musca macedda", che poi fu rafforzata nella credenza popolare dall'arrivo di una mosca o insetto mai visto prima, il quale con la sua puntura uccideva la gente. Nessuno aveva la forza di fermarlo e neanche le preghiere, erano efficaci.La mosca malefica seminava morte e distruzioni dappertutto, alcuni paesi in breve tempo furono decimati e moltissime persone dovettero rifugiarsi in montagna.
Un giorno un sant'uomo molto venerato chiese alla gente di pregare e di seguirlo, tutti i cittadini si misero in fila indiana e seguirono il santone.

Ad un certo punto si fermarono e formarono un gran cerchio. Il santone ordinò di ballare e man mano di restringere il cerchio finché questo non si chiuse del tutto.Accadde allora un fatto straordinario; tutte le mosche macedde che erano nell'aria caddero a terra formando un mucchio in mezzo alla piazza. Il santone prese sette botti e vi mise dentro tutte le mosche che si trovavano per terra, sigillarono le botti e le bruciarano per tre giorni e tre notti.

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